ELEZIONI REGIONE LOMBARDIA

Dall’istituzione della regione Lombardia, avvenuta nel 1970, si sono succeduti nove presidenti alla guida della Giunta regionale.

Cronistoria dei presidenti di Regione Lombardia

Piero Bassetti (Democrazia Cristiana), dal 29 luglio 1970 al 27 giugno 1974.
Cesare Golfari (Democrazia Cristiana), dal 27 giugno 1974 al 17 giugno 1975 e dal 17 giugno 1975 al 1 ottobre 1979.
Giuseppe Guzzetti (Democrazia Cristiana), dal 1 ottobre 1979 al 10 giugno 1980; dal 10 giugno 1980 al 14 maggio 1985 e dal 14 maggio 1985 al 17 luglio 1987.
Bruno Tabacci (Democrazia Cristiana), dal 17 luglio 1987 al 31 gennaio 1989.
Giuseppe Giovenzana (Democrazia Cristiana), dal 31 gennaio 1989 al 7 maggio 1990 e dal 7 maggio 1990 al 12 dicembre 1992.
Fiorella Ghilardotti (Partito Democratico della Sinistra), dal 12 dicembre 1992 al 3 giugno 1994.
Paolo Arrigoni (Lega Nord), dal 3 giugno 1994 al 22 aprile 1995.
Roberto Formigoni (Forza Italia – Popolo della Libertà), dal 22 aprile 1995 al 16 aprile 2000; dal 16 aprile 2000 al 5 aprile 2005; dal 5 aprile 2005 al 21 aprile 2010 e dal 21 aprile 2010 al 18 marzo 2013.
Roberto Maroni (Lega Nord), dal 18 marzo 2013 in carica.

Elezioni regione Lombardia
Elezioni Regione Lombardia: la Rosa Camuna, il simbolo della Regione.

Il presidente di Regione Lombardia

Il presidente di Regione Lombardia è dal 18 marzo 2013 il leghista Roberto Maroni, classe 1955. Roberto Maroni è nuovamente candidato alla presidenza di regione Lombardia per le elezioni regionali lombarde in programma nel 2018.

Che cosa sono le regioni?

Le regioni sono un elemento costitutivo della Repubblica Italiana. Le regioni italiane sono venti: quindici a statuto ordinario e cinque dotate di uno statuto speciale di autonomia di cui una (il Trentino-Alto Adige), costituita dalle uniche due province autonome, dotate cioè di poteri legislativi analoghi a quelli delle regioni a statuto speciale, dell’ordinamento italiano (Trento e Bolzano).

Come si elegge il presidente della regione?

Dal 2000 viene eletto direttamente e democraticamente tramite elezioni regionali a suffragio universale tra tutti i cittadini dei comuni della regione aventi diritto al voto (età maggiore di 18 anni), a meno che lo statuto regionale non preveda l’elezione da parte del Consiglio regionale, come avveniva prima del 2000. Il presidente della Regione ha una funzione di rappresentanza esterna della Regione, promulga le leggi regionali, emana i regolamenti regionali e indice i referendum regionali. Il Presidente della Giunta regionale dirige altresì la politica della Giunta regionale e ne è responsabile.

Che cosa sono le regioni a statuto speciale?

Lo statuto speciale garantisce una particolare forma di autonomia, tangibile nell’autonomia impositiva. Il Friuli-Venezia Giulia trattiene per sé il 60% della maggior parte dei tributi riscossi nel territorio regionale, la Sardegna il 70%, la Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano il 90% e la Sicilia il 100%. Tali regioni dispongono di notevoli poteri legislativi e amministrativi nei settori scuola, sanità, infrastrutture e debbono provvedere al relativo finanziamento principalmente con le proprie risorse, mentre nelle regioni a statuto ordinario le spese sono principalmente a carico dello stato.

Quanto dura il mandato del presidente della regione?

Se eletto dai cittadini, il presidente della regione rimane in carica per l’intera durata della legislatura, fissata in cinque anni (art. 5 della L. 165/2004). Il mandato presidenziale può tuttavia cessare prima di tale termine in due casi, previsti entrambi dall’art. 126 della Costituzione. Secondo il primo comma dell’art. 126 con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del consiglio regionale e la rimozione del presidente della giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Lo scioglimento e la rimozione possono essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale. Il decreto è adottato sentita una commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge statale. Si tratta di una misura eccezionale che finora non è mai stata adottata. Il secondo comma dell’art. 126 stabilisce invece che il consiglio regionale può esprimere la sfiducia nei confronti del presidente della giunta mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti e approvata per appello nominale a maggioranza assoluta dei componenti. La mozione di sfiducia qui prevista è un istituto tipico della forma di governo parlamentare.