IL PROGRAMMA E LA CAMPAGNA ELETTORALE DI GIORGIO GORI

Seguiamo il programma politico e la campagna elettorale di Giorgio Gori alle elezioni regionali Lombardia 2018. Pagina in continuo aggiornamento.

La campagna elettorale di Gori: il lancio

“Andiamo a cominciare”. Ecco, appunto. È così che comincia la lunga rincorsa di Giorgo Gori alla presidenza di Regione Lombardia. L’apertura della campagna elettorale di Gori, sabato 18 novembre, a Milano, ha dato forma a una sostanza in essere da mesi. Gori è l’uomo del centrosinistra in Lombardia, e lo è da tempo. “Vogliamo dare la rotta a una regione che non ha una guida e manca di una visione”, ha detto Gori dal palco. “Esistono idee, energie e competenze per fare le cose – ha proseguito Gori – ma in molti vedono la regione come una istituzione lontana, astratta e opaca. Invece le regioni hanno diversi poteri e incidono nella vita dei cittadini”.

Gori ha toccato nel suo discorso, durato oltre un’ora, tutti i temi centrali per il governo della regione: dalla sicurezza all’immigrazione, dalla legalità al lavoro, passando per autonomia, sanità, ambiente. In particolare i focus e le stoccate all’attuale amministrazione hanno riguardato i tempi d’attesa negli ospedali pubblici, il “fallimento” di Pedemontana e un richiamo alla laicità dell’organo istituzionale “non vedrete più scritte sul palazzo della regione nei prossimi cinque anni, né negati i diritti sanciti dalla Costituzione nelle strutture regionali, sono tutti uguali e tutti hanno diritto al rispetto indipendentemente dagli orientamenti”, ha detto Gori.
Infine, una battuta sulla coalizione “spero si allarghi”.

La campagna elettorale di Gori. Novembre 2017

Il lancio della campagna elettorale di Giorgio Gori per le regionali lombarde ha finalmente una data e un luogo. L’appuntamento è alle ore 14.30 di sabato 18 novembre presso l’Auditorium Laverdi, a Milano. Primarie alle spalle, Giorgio Gori alza il sipario sulla corsa al Pirellone e si presenta ufficialmente all’elettorato.

È cominciata la rincorsa di Giorgio Gori verso la carica di governatore di Regione Lombardia. Oltre 400 amministratori democratici si sono riuniti nel fine settimana presso l’auditorium Gaber a Palazzo Pirelli per mettere a punto con il candidato Gori la strategia e la struttura del movimento e della futura campagna elettorale.

Giorgio Gori programma
Seguiamo il programma politico e la campagna elettorale di Giorgio Gori alle elezioni regionali Lombardia 2018.

Per i contenuti politici è presto. Prima c’è l’appuntamento con il referendum per l’autonomia, il prossimo 22 ottobre, poi il lancio della campagna elettorale in direzione, chissà, delle primarie di coalizione. Anche se è ormai limpido quanto e come Giorgo Gori rappresenti l’uomo forte del centrosinistra in Regione Lombardia. Lo stesso sindaco di Bergamo ha ricordato dal palco dell’auditorium la genesi della sua recente discesa nell’arena politica. Correva l’anno 2011, si ballava a ritmo di “spread-time”, e Gori, “preoccupato per il destino dell’Italia”, scelse di spendersi in prima persona. Amarcord alle spalle, ecco subito un’idea operativa: la divisione della regione in 78 aree che verranno mappate e analizzate e che rappresenteranno l’origine dei comitati di territorio composti da 5 persone almeno, megafoni del Gori programma e pensiero.
Già (quasi) operativo un sito internet.

Giorgio Gori sul referendum per l’autonomia di Regione Lombardia

Il candidato alla presidenza di Regione Lombardia Giorgio Gori, in attesa di risolvere la disputa primarie del centrosinistra, ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni nel corso di un’intervista alla rivista Democratica.
Queste le parole che ha successivamente ripreso sulla propria pagina Facebook: “Sull’autonomia Maroni è fermo da 5 anni, 5 anni in cui avrebbe potuto aprire un tavolo con il governo e iniziare un percorso costruttivo e ancora più netto di quanto non faremo con il referendum del 22 ottobre. Perché non lo ha fatto? Per la stessa ragione per cui nel 2008 la Lega affossò la trattativa già avviata tra la Regione Lombardia e il governo Prodi. Interessa la propaganda, non interessano i risultati. In questo caso il referendum (consultivo, non necessario, costoso) è stato tatticamente collocato a pochi mesi dal voto regionale, non è difficile spiegare perché. E caricato di aspettative del tutto fake (i 27 miliardi di euro, lo statuto speciale). A questo bluff noi sindaci democratici, fortemente convinti dell’utilità di un percorso di maggiore autonomia per la nostra regione, rispondiamo “Vedo!”, e invitiamo a votare Sì il 22 ottobre. Saremo noi, dopo le prossime regionali, a concretizzare la trattativa col governo per acquisire maggiori competenze e risorse (ossia a fare ciò che la Lega non ha fatto in tutti questi anni)”.

La campagna elettorale di Gori. Ottobre 2017

La campagna elettorale di Giorgio Gori in vista delle elezioni regionali lombarde continua. Al sito ormai operativo, dal quale “fondare o aderire a un comitato”, si aggiunge un’investitura quasi unanime da parte del centrosinistra, che non ha ancora ufficialmente sciolto la riserva primarie ma che registra l’appello del “mondo arancione”.
Attraverso un appello firmato da diversi politici e amministratori il movimento progressista chiede alla sinistra di superare lo “stallo” in Lombardia a “favore di un’alleanza di centrosinistra” in cui sia “presente e protagonista una forte, plurale e ampia componente di sinistra, ambientalista e progressista”.
Eloquente la dichiarazione di Chiara Cremonesi, consigliera lombarda di “Insieme”: “Nell’appello non facciamo esplicito riferimento al tema delle primarie, ma nel momento in cui chiediamo un superamento dello stallo, visto che non abbiamo mai chiesto le primarie, il messaggio mi sembra chiaro”.
E sintomatico che tra i firmatari dell’appello vi sia anche l’ex segretario milanese del Pd, Roberto Cornelli, tra i nomi che Mdp (il Movimento democratico e progressista di Bersani e D’Alema) aveva fatto circolare da contrapporre, in un’eventuale consultazione primaria, al candidato del Pd Giorgio Gori.

“Le elezioni regionali lombarde che si svolgeranno tra pochi mesi sono di fondamentale importanza. – si legge nell’appello degli “arancioni” – Riguardano la vita di 10 milioni di persone in una regione complessa dove convivono punte avanzate di modernità con realtà quotidianamente alle prese con la crisi economica e processi estremi di svalorizzazione del lavoro. Al tempo stesso, sono anche l’occasione per costruire un inedito laboratorio del centrosinistra, capace di essere motore di cambiamento rispetto alle politiche miopi e sbagliate sedimentate in un ventennio di governo delle destre. Vogliamo una coalizione di centrosinistra capace di farsi carico di una svolta radicale e crediamo, da sinistra, di poter contribuire ad un progetto per la Lombardia che sappia, fin da ora, coinvolgere tante e tanti e costruire un futuro migliore di cui percepiamo ogni giorno la necessita’. Per queste ragioni, ci mettiamo fin da ora in cammino, aperti e interessati a tutti coloro che ne vorranno far parte rendendoci disponibili al necessario lavoro di sintesi che sarà richiesto. Chi ha proposte le avanzi. La Lombardia non può aspettare. Vediamoci sabato 28 ottobre alle 10:30 al Teatro Parenti in via Pier Lombardo 14 a Milano”.

Autore: Admin [AM]

L’admin [AM] di Elezioni Lombardia 2018 intende raccontare le elezioni regionali in Lombardia del 2018. Se vuoi saperne di più: info@eevacomunicazione.it

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